RIQUALIFICAZIONE E VALORIZZAZIONE DELL’AREA COMPRESA TRA PIAZZA SANT’ANTONIO E IL NUOVO CANAL GRANDE
PROGETTO

Fabrizia Berlingieri (capogruppo)
Mario Covello
Federica Greco
Elisa Vanzillotta

COMMITTENTE
LOCALIZZAZIONE

Comune di Trieste

TIPOLOGIA DELL'INCARICO

Concorso di idee

DATI DIMENSIONALI
IMPORTO OPERE

Il Sagrato del mare: dal porto alla città e viceversa
L’intervento proposto ha una forte valenza urbana. L’obiettivo proposto è quello di coniugare la città al mare e restituire al Canal grande sia la funzione di catalizzatore sociale ed economico – visto come naturale espansione del commercio portuale all’interno del tessuto urbano – sia una funzione più poetica, quella appunto di un connubio tra chiesta tessuto e porto: una funzione di sagrato urbano.
Il progetto viene affrontato partendo dalla riconfigurazione dei margini di questo invaso. Se, infatti la riapertura del canale, costituisce un dato acquisito dal bando stesso di concorso, lo sforzo del progetto è stato quello di immaginare la qualità e il significato nella configurazione dei suoi bordi, tra passato e presente.

Il progetto parte dalla riapertura del canale, attraverso lo smantellamento dell’attuale sede stradale di via Fabio Filzi e la realizzazione di un nuovo ponte carrabile e pedonale a campata unica che costituisce un nuovo affaccio verso il mare e verso la chiesa di S. Antonio. Con la riapertura del canale, l’acqua diventa protagonista del progetto. E’ stato lasciato il massimo ingombro per l’ingresso dell’acqua attestando i limiti del progetto alle vecchie tracce degli argini ora interrati e ridefinendone le sponde.
Dal lato nord è stato collocato un nuovo volume, configurabile come dehor in acciaio e vetro per ospitare le attività commerciali. Questo volume, può costituirsi come progetto pilota per adeguare le altre strutture, attualmente mobili e costituite spesso da tende, replicabile tipo logicamente sull’intero invaso del Canal Grande, adattandolo ad esigenze dimensionali diverse (modularità).

La particolarità di questo fianco costruito con una struttura leggera è quella che ospita sul lato una passerella appesa che scende alla quota del canale costituendo una passeggiata urbana in quota sull’acqua. Sul fianco opposto il limite dell’argine è segnato da una lunga seduta che ha la quota fissa del sagrato (2,80) e che quindi stabilisce metaforicamente l’altezza del nuovo argine urbano, segnando la differenza della pendenza stradale fino a via Fabio Filzi (2,20). Questo margine è affiancato da una alberatura continua e da illuminazione che corrispondono all’attuale sedime del verde esistente sul lato sud che affianca il Tempio serbo ortodosso di San Spiridone.
Sui due lati trasversali agli argini è stato scelto come tema caratterizzante del progetto quello dell’affaccio, sottolineando attraverso però una impostazione contemporanea, il tema della monumentalità della Chiesa di s. Antonio.
Infatti se dal lato stradale una piattaforma consente di affacciarsi verso la chiesa e sullo specchio d’acqua, dall’altro lato questo affaccio è stato declinato con un sistema di piattaforma discendete sul canale, una sorta di ampia gradinata dove è possibile sedersi e godere dello spazio urbano circostante. La gradinata che scende verso l’acqua consente di raddoppiare lo spazio del sagrato concedendo un suo prolungamento verso il mare. La piazza infatti mette in comunicazione le due quote, quella della città e quella dell’acqua.