RIPRISTINO AMBIENTALE EX DISCARICA R.S.U. IN LOCALITA’ SAN FRANCESCO
PROGETTO

Giuseppe SFORZA, ingegnere (capogruppo)
Franco GAUDIO, ingegnere; Daniele ZANFINI, geologo; Fabrizia BERLINGIERI, architetto; Michele MIRABELLI, ingegnere; Antonio CERAVOLO, ingegnere
collaboratori: Mario Covello, Federica Greco, Elisa Vanzillotta
partner: Francesco Marsico (zonapi)

COMMITTENTE
LOCALIZZAZIONE

Comune di Villapiana, Cosenza

TIPOLOGIA DELL'INCARICO

Appalto integrato di progettazione definitiva/esecutiva
secondo classificato

DATI DIMENSIONALI
IMPORTO OPERE

La proposta per il recupero della discarica RSU alla località S. Francesco nel comune di Villapiana,
muove da due assunti principali:
1. Nei progetti di recupero di siti contaminati, al fine di garantire i risultati attesidel progetto, è necessaria una riconversione fisica quanto culturale dell’area. Senza una riqualificazione socio culturale, e quindi assegnando un nuovo valore/destinazione d’uso all’area, non si riesce a cambiare il carattere di area degradata e le azioni di scarico rifiuti continuano ad avvenire anche dopo la chiusura.
2. Nell’affrontare progetti, di simile delicatezza ambientale, sia per quanto riguarda le azioni di bonifica sia per il reinserimento del sito nell’ambiente originale circostante è necessaria la presenza di un team interdisciplinare che possa coprire competenze scientifiche e saperi che vanno oltre la risoluzione tecnica del problema di ripristino del sito, ed il progetto deve conformarsi ai canoni di Progettazione Integrata per contesti sensibili.

La strategia progettuale complessiva adottata converge perciò sulla definizione di un PROCESSO DI RIGENERAZIONE TERRITORIALE che va oltre il mero ripristino fisico dei luoghi. Questo processo di rigenerazione sinteticamente prevede:
- il recupero ambientale e la messa in sicurezza del sito di discarica RSU attraverso tecnologie a basso impatto ambientale, innovative, non invasive ed ecocompatibili;
- l’individuazione di una destinazione d’uso coerente con lo stato naturale del contesto ambientale circostante (torrente Satanasso) e la restituzione dell’area ad una fruizione collettiva come bene e patrimonio ambientale comune;
- l’immissione dell’area all’interno di un contesto a larga scala che possa migliorarne non solo l’accessibilità ma il suo ruolo all’interno della fisionomia territoriale e del contesto socio economico di livello comunale e sovracomunale;
la proposta di un progetto integrato presenta anche le opportunità di ricaduteoccupazionali che possono sorgere dalla riqualificazione dell’area come modello di sostenibilità economica dell’intervento nel tempo.

La strategia generale prevede, come carattere innovativo, due livelli interagenti di progetto.
Il primo livello progettuale è quello materiale, cioè il recupero ambientale della discarica e l’individuazione di una destinazione d’uso compatibile all’area (vincoli PAI; vincolo ambientale e paesaggistico; vincoli idraulici; previsioni urbanistiche) che necessariamente prende in considerazione una tipologia di intervento soft, cioè il progetto rispetta e favorisce il reinserimento naturalistico del sito, evitando forzature di solo effetto scenografico.
Il secondo livello di progettazione è di tipo immateriale. Il progetto di ripristino con la realizzazione di un parco naturalistico – per apertura a medio termine al pubblico - , infatti, è pensato all’interno di un più ampio progetto di riconnessione tra valle e monte (tra Villapiana Lido e il Centro Storico). Questo percorso è realizzato attraverso tecnologie innovative di comunicazione integrata (app interattiva e totem visivi) e marketing territoriale (creazione di un brand territoriale) ed è destinato ad una fruizione di tipo turistico-naturalistica.