PIAZZA FIGURELLA Concorso Nazionale di Idee per la Riqualificazione di 10 aree periferiche
PROGETTO

Fabrizia Berlingieri (capogruppo)
Beniamino Fabio Arco
Mario Covello
Giovanna Falzone
collaboratori: Emilio Antonio Costantino, Federica Greco, Elisa Vanzillotta

COMMITTENTE

Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Consiglio Nazionale degli Architetti

LOCALIZZAZIONE

Comune di Villabate, Palermo

TIPOLOGIA DELL'INCARICO

Concorso di progettazione
secondo classificato

DATI DIMENSIONALI

PORTA, QUINTE URBANE E INTENSITÀ SOCIALE
TRE STRATEGIE PER PIAZZA FIGURELLA


Piazza Figurella attualmente è il risultato di una incombente presenza infrastrutturale, di estese aree asfaltate per parcheggi, di una circolazione continua di veicoli pesanti, di unʼindistinzione del suolo urbano per la fruibilità pedonale. Unʼarea di margine urbano che, a dispetto della sua difficile condizione di vivibilità, ha anche il pregio di interfacciarsi con la scala del paesaggio collinare e montuoso delle Madonie. Un luogo intenso, dunque, fortemente frequentato, ma che non esprime ad oggi alcuna chiara qualità.

La prima strategia di progetto è quella di immaginare il luogo come una PORTA METROPOLITANA, facendo
riferimento alla scala territoriale; in questo senso la proposta riflette non solo sulla viabilità di accesso, ma anche sul ruolo iconico degli edifici del comparto individuato dal bando. Mentre il mercato ortofrutticolo viene riconfigurato come quinta scenica, il Mulino diventa un landmark pubblicitario ad alto impatto visivo, completamente rivestito da sistemi di illuminazione led che ne smaterializzano la massività volumetrica, ma che allo stesso tempo ne propongono una reinvenzione funzionale alla macro scala metropolitana.
La seconda strategia individua propriamente la scala urbana dellʼarea attraverso il concetto di QUINTE URBANE. Un importante effetto della disomogeneità urbana del comparto è dato dalla presenza di differenti scale edilizie, per altezze e modalità insediative (lineari per le arterie urbane; puntuali per quelle industriali), che ha effetto di un complessivo disorientamento. Nella proposta la necessità di ridare omogeneità insediativa e scalare viene affrontata con lʼinnesto sui due edifici di snodo - Mulino e Mercato - di quinte architettoniche che rimisurano lʼaltezza della città nel sito di intervento. Omogeneità di altezze, di materie usate e di linguaggio architettonico, creano un unicum visivo che riconnette i due fronti dellʼintervento e allo stesso tempo unità spaziale nella piazza-snodo.
La terza strategia che caratterizza il progetto consiste nellʼevidenziare la sua INTENSITAʼ SOCIALE, assumendolo come valore positivo. Unʼenergia da incanalare nello spazio della città e al tempo stesso da preservare e incrementare. Il progetto potenzia questa intensità attraverso la caratterizzazione di diversi ambiti: il Mulino, con la creazione di una corte pubblica tra lʼedificio e la nuova quinta; il Mercato, con la ridefinizione di un grande spazio aperto/coperto, nonché la riqualificazione della copertura e la sua riconnessione al sistema del verde retrostante; la piazza allʼaperto dellʼex Biscottificio, dalla cui demolizione viene preservata la griglia strutturale, aperta alle modificazioni spaziali che si renderanno necessarie per la ridefinizione del mercato al dettaglio, attualmente affidato alla presenza di camion e carretti ambulanti lungo la strada principale.

IMPORTO OPERE